Il trattamento di profilassi negli emofilici A e B

Testo a cura della Dott.ssa Rocino – Responsabile del Centro Emofilia e Trombosi Ospedale S. Giovanni Bosco di Napoli.

La somministrazione endovenosa di concentrati del fattore carente (FVIII negli emofilici A; FIX negli emofilici B) rappresenta il cardine della terapia sostitutiva. Questa può essere orientata al semplice controllo delle emorragie acute (terapia on demand, attuata in occasione di episodi emorragici acuti) o a prevenire il succedersi degli emartri (trattamento di profilassi) e il conseguente sviluppo di articolazioni bersaglio, che rappresentano il primo motore per la comparsa di gravi manifestazioni da artropatia cronica invalidante.
La somministrazione regolare di dosaggi adeguati di FVIII/FIX (25-40 UI/ kg di p.c.) 2-3 volte/settimana o a giorni alterni (profilassi continua), idealmente attuata per 52 settimane/anno e, comunque, per almeno 45 settimane/anno consente di mantenere i livelli di FVIII/FIX sempre dosabili, rendendo più lieve il difetto coagulativo. Tale trattamento definito di profilassi, oltre a ridurre drasticamente l’incidenza di tutti i tipi di episodi emorragici, è altamente efficace nel preservare le articolazioni dalle lesioni infiammatorie e degenerative, tipiche dell’artropatia cronica emofilica. Al fine di raggiungere un tale obiettivo bisogna, però, che la profilassi venga intrapresa prima del compimento del terzo anno di vita o comunque subito dopo il manifestarsi del primo emartro (profilassi primaria). L’efficacia di tale pratica terapeutica nei bambini è ampiamente dimostrata da una notevole mole di studi retrospettivi e da due studi prospettici randomizzati, condotti l’uno negli USA (Studio JOSLo studio Joint Outcome (JOS) ha coinvolto 65 bambini al di sotto dei 30 mesi di età affetti da emofilia A grave e aveva l’obiettivo di individuare metodi efficaci per prevenire l’artropatia emofilica. Per saperne di più: NCBI), l’altro in Italia (studio ESPRITLo studio ESPRIT ha coinvolto 45 bambini di età compresa tra 1 e 7 anni affetti da emofilia A grave. Questo studio randomizzato ha confermato l’efficacia della profilassi, soprattutto se intrapresa precocemente, nel prevenire emorragie e artropatie nei bambini con emofilia. Per saperne di più: ESPRIT). Tali evidenze sono alla base di molteplici raccomandazioni che hanno reso, oggi, la profilassi primaria e secondaria lo standard of care in tutti i bambini emofilici gravi. Raccomandata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, dalla linee guida della World Federation of Haemophilia, sancita dai Principles of Care nella Comunità Europea e raccomandata dai Principi di terapia delle MEC, recentemente riformulati dell’AICE, la profilassi continua è ampiamente utilizzata in Italia.
Nuovi criteri di definizione delle diverse forme di profilassi sono stati recentemente proposti dalla SSC su FVIII e FIX della Commissione scientifica e per la standardizzazione della International Society of Thrombosis and Haemostasis e adottati dalle linee guida della WFH. Riportati nella tabella 1, essi sono largamente attuati nella comune pratica clinica di gestione del paziente emofilico grave, in Italia.